Il pecorino a latte
crudo
La mungitura del latte da noi lavorato avviene
direttamente nei pascoli dove sono lasciate le
nostre pecore. Il latte viene caseificato nell’arco
delle 24 ore successive alla mungitura, senza
essere sottoposto ad alcun processo di pastorizzazione.
Al latte crudo si aggiunge il caglio (di vitello
o maiale) intiepidendo il latte fino a portarlo
ad una temperatura di 32-36 °C.
Il formaggio a latte crudo si avvantaggia rispetto
ad un formaggio ottenuto dopo pastorizzazione
del latte, per diversi motivi. Infatti, non portando
a temperature elevate il latte:
• non si perdono gli aromi volatili, che
quindi vi rimangono disciolti e conferiscono al
fomaggio gusti e profumi propri delle erbe dei
prati su cui pascolano le greggi,
• si mantiene viva la naturale flora microbica
del latte che origina così formaggi con
tipicità accentuata e irripetibile da azienda
ad azienda.
• si mantengono le caratteristiche nutrizionali
del latte di pecora che possono essere riassunti
nella tabella di seguito, anche se i valori possono
variare in funzione del pascolo e quindi dell’alimentazione
delle pecore, della stagione della lattazione,
dei luoghi e dei microambienti di stagionatura
dei prodotti.
| COMPOSIZIONE
media del latte di pecora (g/100g) |
| ACQUA |
81.75 |
|
|
| GRASSO |
7.09 |
|
|
| PROTEINE |
5.75 |
|
% |
| Caseina |
4.42 |
αs1 + αs2 |
29.60 |
| |
|
β |
55.10 |
| |
|
K |
8.90 |
| |
|
G |
6.50 |
| Prot. Solubili |
1.06 |
β–lattoglobuline |
51.40 |
| |
|
α- lattoalbumine+sieroalbumine |
25.10 |
| |
|
proteosi-peptoni |
5.60 |
| |
|
globulina |
17.90 |
| N non proteico |
0.265 |
urea |
44.80 |
| |
|
aminoacidi |
15.70 |
| |
|
creatinina |
1.70 |
| |
|
creatina |
2.40 |
| |
|
ammoniaca |
0.10 |
| |
|
ac. urico |
2.10 |
| |
|
n.d. |
33.30 |
| LATTOSIO |
4,61 |
|
|
| CENERI |
0.93 |
|
|
IL GRASSO
E’ il principale responsabile del sapore
e dell’aroma tipico del latte delle diverse
specie; inoltre nella frazione lipidica è
disciolta anche la maggior parte degli aromi che
provengono dagli alimenti assunti dagli animali,
quali ad esempio gli aromi delle essenze pascolive.
Il grasso, durante il processo di caseificazione,
viene quasi interamente inglobato nella rete della
cagliata ed influenza quindi positivamente la
resa in formaggio. Si deve inoltre ricordare la
sua importanza nutrizionale per l’elevato
potere energetico che possiede e l’apporto
di acidi grassi.
LE PROTEINE
Le proteine sono costituite da due frazioni con
caratteristiche diverse e di fondamentale importanza
a riguardo della caseificazione.
La caseina, che rappresenta circa l'82% è
quella che, sotto l’azione dell’ enzima
chimosina contenuto nel caglio, si addensa costituendo
la "cagliata" e imbrigliando in questa
rete anche i globuli di grasso. La sua importanza
è quindi fondamentale nel processo di caseificazione
e la velocità di formazione del coagulo
della cagliata e la sua consistenza sono determinanti
per la resa e la qualità del formaggio.
Le altre proteine sono le sieroproteine, le cosiddette
proteine solubili (J-lattoglobulina, alfa-lattoalbumina
e siero albumina), con un peso molecolare minore
della caseina, non hanno la capacità di
coagulare per azione del caglio e rimangono così
in soluzione nel siero che residua dalla cagliata.
Per provocare la coagulazione di tali proteine
occorrono temperature elevate, pertanto riscaldando
il siero esse si separano sotto forma di flocculi
che, affiorando, possono essere raccolti per la
produzione della ricotta. Le sieroproteine sono
presenti nel latte di pecora in percentuale più
elevata rispetto al latte caprino e vaccino e
conferiscono al latte un alto valore biologico,
essendo ricche di amminoacidi essenziali.
IL LATTOSIO
E’ lo zucchero contenuto nel latte; è
un disaccaride formato da una molecola di glucosio
e una di galattosio che conferisce al latte un
sapore leggermente dolce e costituisce un substrato
per numerosi microrganismi, tra cui quelli utilizzati
per l’ottenimento di prodotti lattiero caseari
a base di latte fermentato. Nel processo di caseificazione
una leggera acidificazione del latte facilita
la formazione della cagliata e poi, durante la
prima fase di maturazione del formaggio, la fermentazione
del lattosio ad opera dei batteri lattici facilita
lo spurgo del siero e determina la regolare maturazione
del prodotto.
LE CENERI
I sali presenti nel latte si possono dividere
in macro e micro-costituenti; dei primi sono particolarmente
studiati calcio e fosforo, per l’importanza
che rivestono dal punto di vista nutritivo, come
pure il ruolo che esplicano sullo stato fisico
e sulla stabilità delle proteine e sulla
coagulazione presamica. Dei microelementi sono
particolarmente importanti ferro e rame per la
loro attività di catalizzatori dei fenomeni
di ossidazione del grasso, come pure altri metalli
costituenti di alcuni enzimi.
I prodotti ottenuti da latte crudo sono quindi
molto variabili, ma presentano una maggiore ricchezza
gustativa dovuta ad una gamma di odori e di aromi
inimitabili e un maggiore valore nutrizionale.
Le proprietà
alimentari
Le proprietà alimentari dei nostri formaggi
(e dei formaggi genuini in generale), stagionati
o freschi, sono una miniera di elementi preziosi
per il nostro organismo, come calcio e fosforo,
proteine ad alto valore biologico, vitamina A
e quelle del gruppo B (la B2 o riboflavina e la
B12). La vitamina B2 ad esempio svolge una importantissima
azione di protezione della pelle e delle mucose.
Secondo i dati dell’Istituto superiore di
Nutrizione , i prodotti lattiero caseari commercializzati
in Italia nell’Europa occidentale forniscono
tra il 20 ed il 50 % delle proteine totali, il
60% del calcio, il 30% di vitamina A e il 50 %
di vitamine del gruppo B. Inoltre ci forniscono
un notevole apporto calorico, qui sotto alcuni
esempi:
| Formaggio |
Kcal |
Proteine |
Carboidrati |
Lipidi |
Calcio |
Fosforo |
| Grana Padano |
381 |
35,5 g |
< 1 g |
25,0 g |
1290 mg |
702 mg |
| Asiago |
378 |
33,0 g |
< 1 g |
27,0 g |
924 mg |
560 mg |
| Parmigiano Reggiano |
374 |
36,6 g |
< 1 g |
25,6 g |
1340 mg |
800 mg |
| Pecorino Stagionato |
366 |
28,5 g |
< 1 g |
28,0 g |
1160 mg |
675 mg |
| Fontina |
360 |
27,0 g |
0 g |
28,0 g |
700 mg |
540 mg |
| Ricotta salata |
285 |
14,3 g |
7 g |
25,0 g |
1100 mg |
1100 mg |
| Mozzarella Bufala |
279 |
18,0 g |
n.d. |
21,0 g |
220 mg |
300 mg |
| Ricotta fresca |
189 |
9,5 g |
< 1 g |
15,0 g |
274 mg |
270 mg |
| (valori medi per 100 g di prodotto) |
LA RICETTA TRADIZIONALE
DELLE NOSTRE “MASTRE CACIARE“
Il
Latte di pecora si cola attraverso un canovaccio
nel “lu callare”.
(il caldaio di rame stagnato)
Con un fornello a fuoco diretto sotto “lu
callare”, si porta il latte a una
temperatura di circa 32-35 °C. A questa
temperatura si spegne il fuoco e si aggiunge
“lu quaije” (il caglio) che
può essere di bovino o di suino.
Si mescola il tutto con moto circolare usando
“lu mìstiche”, un bastone
di legno per uniformare la distribuzione
del caglio e, operazione fondamentale, si
fa 3 volte il “Segno della Croce”
con il bastone sopra il caldaio, per il
buon andamento delle cose. |
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Il
latte si lascia ora riposare per 30-40 minuti,
aspettando che si formi la cagliata e controllandone
con la mano la consistenza. Solo l’esperienza
dirà quando è il momento di
romperla. Quando è ora, utilizzando
in moto circolare “lu mistiche”
si rompe la cagliata in grani quanto più
fini possibile. |
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Pian piano e utilizzando
“lu mistiche” con grande maestria,
si comincia a “stregne lu casce”
in una massa unica all’interno del
caldaio. Dopodichè si cominciano
a riempire le “friscelle” e
a pressarci dentro la massa del formaggio,
fino a farle assumere la tipica forma e
rugosità. Dopo la scolatura e la
salatura, le forme si ripongono a stagionare
nelle grotte fino al momento in cui il prodotto
è pronto per il consumo. |
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